Nella seduta dello scorso 18 settembre della II Commissione (Giustizia) della Camera dei deputati l’on. Concia ha sollecitato la ripresa dell’esame delle otto proposte di legge che introducono forme di riconoscimento e di tutela delle cosiddette unioni di fatto, ribadendo l’opportunità di un ciclo di audizioni che possano “fornire utili indicazioni sulla possibilità di abbinare anche i provvedimenti relativi alla disciplina del matrimonio tra persone dello stesso sesso”.
Nel corso del dibattito in sede consultiva presso la V Commissione (Bilancio e Tesoro) della Camera della proposta di legge recante “Istituzione della Commissione nazionale per la promozione e la protezione dei diritti umani” (n. 4534) sono emersi profili di criticità in particolare in ordine alla opportunità di sostenere nuovi oneri finanziari non in linea con la politica di riduzione dei costi perseguita dal Governo.
E’ in attesa di riprendere presso la II Commissione (Giustizia) della Camera dei deputati l’esame delle proposte di legge n. 4631 (d’iniziativa dell’on. Concia e altri, PD), recante “Modifiche alla legge 13 ottobre 1975, n. 654, e al decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205, in materia di reati commessi per finalità di discriminazione o di odio fondati sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere”, e n. 2807 (d’iniziativa dell’on. Di Pietro e altri, Italia dei valori), recante “Modifiche alla legge 13 ottobre 1975, n. 654, e al decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205, per il contrasto dell’omofobia e della transfobia”. Tali proposte estendono ai delitti motivati da odio o discriminazione fondati sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere la stessa tutela prevista per quelli motivati da odio etnico, razziale, religioso.
La Corte europea dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali con sentenza del 28 agosto 2012 (ricorso n. 54270/10 – caso Costa e Pavan c. Italia) ha affermato che il divieto, previsto dalla legislazione italiana, di diagnosi preimpianto di un embrione prodotto in provetta viola l’art. 8 (diritto al rispetto della vita privata e familiare) della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo (CEDU).
E' all'esame in quinta lettura dell'Aula della Camera dei deputati il ddl recante “Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d’Europa per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale, fatta a Lanzarote il 25 ottobre 2007, nonché norme di adeguamento dell’ordinamento interno”. Tale provvedimento introduce i reati di adescamento di minorenni, anche attraverso Internet, e di istigazione e apologia di pratiche di pedofilia e di pedopornografia.
E’ attesa la relazione tecnica del Governo sul nuovo testo del disegno di legge recante “Istituzione della Commissione nazionale per la promozione e la protezione dei diritti umani” (n. 4534), già approvata dall’Assemblea del Senato lo scorso 20 luglio. Il Governo, con lettera del ministro per i rapporti con il Parlamento del 24 maggio scorso, ha comunicato che sono emerse “alcune criticità”.
Lo scorso 24 maggio il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione sulla “lotta all’omofobia in Europa”, sostenuta da esponenti dei gruppi popolari, socialisti, liberaldemocratici, verdi e sinistra unitaria.
Sono all’ordine del giorno presso la I Commissione (Affari costituzionali) della Camera dei deputati in sede legislativa i due disegni di legge d’iniziativa governativa, già approvati dal Senato, recanti approvazione di intese fra lo Stato e le confessioni religiose diverse da quella cattolica: si tratta dei ddl n. 4517 “Norme per la regolazione dei rapporti tra lo Stato e la Sacra arcidiocesi ortodossa d'Italia ed Esarcato per l'Europa Meridionale, in attuazione dell'articolo 8, terzo comma, della Costituzione”, e n. 4518 “Norme per la regolazione dei rapporti tra lo Stato e la Chiesa apostolica in Italia, in attuazione dell'articolo 8, terzo comma, della Costituzione”.
Lo scorso 21 maggio l’Aula della Camera dei deputati ha iniziato l’esame del testo unificato contenente “Modifiche al codice civile e all’articolo 3 della legge 1 dicembre 1970, n. 898, in materia di scioglimento del matrimonio e della comunione tra i coniugi”. Il testo verrà votato nella prima metà di giugno.
Il 22 maggio scorso la Corte Costituzionale si è pronunciata sulla questione di legittimità costituzionale sollevata dai Tribunali di Firenze, Catania e Milano relativamente al divieto di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo sancita dalla legge n. 40 del 2004.